CHI

Il riconoscimento dei 3 spicchi del Gambero Rosso, arrivato nel 2017 e saldamente riconfermato, è la punta apicale di un percorso svolto da Pierluigi Police e dalla sua famiglia. Originario di Mondragone, in provincia di Caserta, per la prima parte della sua vita Pierluigi lavora nel settore della moda e dei tessuti, finché nel 1995, spinto dalla curiosità di rimettersi in gioco, approda a Arezzo dove intuisce la possibilità di intraprendere un’attività ristorativa, forte dell’appoggio della famiglia che lo ha seguito, e di uno spirito di intraprendenza che lo porterà in fretta ad aprire il primo locale, il ristorante
Masaniello, nel centro storico. Era il 1997, la cucina campana di Pierluigi piaceva agli aretini, grazie anche alle materie prime di ottima qualità, in particolare il pesce, che Pierluigi selezionava personalmente recandosi due volte a settimana a Mondragone. Due anni dopo, in un momento di difficoltà in cui un collaboratore aveva deciso di lasciare il ristorante, a Pierluigi viene proposto di prendere la gestione di un altro locale in centro che in precedenza era stata sede di una galleria d’arte. Con grande umanità Pierluigi chiese al collaboratore di restare offrendogli di prendere le redini del nuovo locale e fu
così che prese vita Rugantino, il secondo ristorante. Rugantino non voleva essere in concorrenza con il cugino Masaniello, e come dice il nome proponeva cucina romana, con alla partecipazione della mamma di Pierluigi, che grazie alle sue origini romane, affiancò il ragazzo insegnandogli le ricette più tipiche.
Nel giro di un anno però le cose cambiarono rapidamente e nel 2000 Rugantino lasciò il posto a ‘O Scugnizzo, la prima pizzeria al mezzo metro della città che rispose bene, apprezzando l’idea di convivialità e condivisione e l’ottima qualità dei prodotti.

Erano anni di grande studio e lavoro, la gestione dei due locali era sempre più impegnativa,  specie dopo l’arrivo dei due figli, così nel 2001 Pierluigi prese la dolorosa decisione di cedere Masaniello concentrando tutte le proprie energie su ‘O Scugnizzo. Un’ulteriore svolta arrivò intorno al 2005 quando, mosso dalla curiosità di approfondire la conoscenza e l’expertise sui lievitati e il mondo della pizza, Pierluigi decise di frequentare un corso per istruttori pizzaioli alla Scuola Italiana Pizzaioli: in quel momento l’incontro con colleghi e le nozioni apprese furono per lui folgoranti per dare una svolta al suo pensiero sulla pizza.

Da buon campano, Pierluigi ama e propone la sua pizza napoletana, coadiuvato al forno dal figlio Gennaro – giovane promessa cui Pierluigi sta trasmettendo tutta la propria passione – ma conosce tutti i vari stili di lavorazione dell’impasto, pala e romana inclusi, sostenendone la riscoperta specie in questo momento storico in cui l’argomento pizza di qualità è tanto acclamato.

In sala la moglie Maria e Simona, sorella di Pierluigi, si occupano dell’accoglienza dei clienti, ambiente informale eppure curato nei dettagli persino nella carta delle birre – e dei relativi bicchieri ad hoc esposti dietro il bancone – per cui ‘O Scugnizzo si è distinto a livello nazionale e non solo.